Vittoria Alata Brescia 2020

«Non ho visto nulla di più bello» (I have never seen anything more beautiful).
Leopoldo Cicognara, president of the Accademia di Belle Arti di Venezia, on the impressive sculpture just found inside the Roman temple in Brescia, July 1826.

This premise provides both the beginning and the end point for the identity design of the large cultural plan devoted to the Vittoria Alata and the city of Brescia, with a rich schedule of events and celebrations troughout 2020 and 2021.

How to bring everything under one cohesive visual language allowing at the same time formal freedom to specific situations?
How to pay homage to the iconic value of a statue, the Vittoria – pure beauty – which has left its mark in everyone’s memory throughout two centuries, and countless interpretations?

New aspects of the statue will be unveiled only after the skillful restoration work currently underway – so that absence of photographic images constitutes the premise for a new iconography, driven by contrasting forces: abstract even in its figurative elements, two-dimensional but conveying three-dimensionality, iconic but open to a whole language to evolve.

Writing completes and integrates such language: a custom typography inspired by the historic framework conveys the design values across all kind of touchpoints in an essential and recognisable way.

«Non ho visto nulla di più bello».
Leopoldo Cicognara, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, sulla grande scultura appena rinvenuta nel tempio romano di Brescia, luglio 1826.

Su questo giudizio poggiano i punti di partenza e d’arrivo del lavoro per l’identità visiva del grande progetto culturale dedicato alla Vittoria Alata, destinato ad abbracciare la città di Brescia a partire dal 2020, con un ricco ed eterogeneo palinsesto di celebrazioni ed eventi su grande e piccola scala.

Come unificare tutto in un linguaggio visivo coerente, garantendo l’indipendenza necessaria alle singole occasioni?
Come rendere omaggio alla forza iconica di una scultura, la Vittoria, simbolo di pura bellezza, già impressa nella memoria collettiva attraverso due secoli di storia e molteplici forme di rappresentazione?

L’impossibilità della rappresentazione fotografica (la statua della Vittoria Alata non sarà quella che è sempre stata, grazie ad un sapiente lavoro di restauro) ha aperto la strada per la creazione di un’iconografia nuova, ricca di tensioni: astratta, ma con forti basi figurative, bidimensionale, ma capace di veicolare la tridimensionalità, e infine iconica, ma aperta alla creazione di un linguaggio destinato ad evolvere.
Un linguaggio completato dalla scrittura, con l’adozione di una tipografia su misura ispirata dal contesto storico, che veicola e declina i valori progettuali in modo sintetico e riconoscibile in tutte le applicazioni.